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"LA LOTTA È DURA MA NON ABBIAM PAURA".
È così che inizia la nave della legalità,moltissimi ragazzi riuniti in corteo urlano con la voglia di vedere il loro paese libero ma soprattutto di essere liberi di credere nel loro futuro e di sognare. Grazie a questa ricorrenza in molti provenienti da diversi paesi d'Italia si riuniscono a Palermo,dove sono presenti moltissimi ministri tra cui il ministro Profumo e il procuratore antimafia Piero Grasso che hanno parlato, lottato e creduto fortemente in quello che stavamo facendo.

La Nave della legalità è voglia di giustizia, di legalità , di salvare tutte quelle persone che purtroppo sono perseguitate da bande mafiose.
Noi ragazzi nonostante ci trovassimo in un paese dove la mafia è all'ordine del giorno, senza paura ed esitazione abbiamo manifestato per dimostrare che noi ci crediamo, crediamo in uno stato migliore.
È difficile oggi descrivere le sensazione,le emozioni che abbiamo provato ma, credeteci, vedere i bambini palermitani piangere e urlare contro la criminalità è qualcosa di veramente triste e sconcertante. In noi hanno visto la speranza, hanno creduto ancor di più che la libertà può essere ottenuta: basta continuare a camminare a testa alta e dimostrare che noi NON abbiamo paura.
Voglio ricordare ciò che il giudice Ayala disse in un convegno:"il 23 maggio e il 19 luglio 1992 non sono due date da ricordare come anniversari di morte, ma come celebrazioni di vite". Questo è il messaggio che dobbiamo tramandare di generazione in generazione, voglio inoltre ricordare in messaggio che ha fatto da motto alla manifestazione:" GLI UOMINI CAMBIANO,LE IDEE RESTANO", penso non ci sia bisogno di commentare questa frase perché ancora una volta queste parole , come tante altre scritte da ragazzi o da giudici o dagli stessi Falcone e Borsellino, parlano da sé.
Il presidente Napolitano presso l'aula bunker ha ripetuto costantemente che i giovani sono il futuro e che l'Italia deve fare maggiore affidamento su tutti coloro che sono disposti a lottare per rendere questo paese libero.
Partecipando alla manifestazione penso che ognuno di noi sia stato sottoposto a una dura e forte domanda:"SEGUIRE LO STATO E QUINDI LA GIUSTIZIA O TORNARE INDIETRO IN MODO DA PERCORRERE STRADE SBAGLIATE?". Noi oggi siamo qui per dare testimonianza di quello che abbiamo visto,provato,sentito,toccato sulla nostra pelle e vogliamo dirvi che siamo disposti a combattere e a fare giustizia. Vogliamo lottare anche per Melissa che in quei giorni ci ha accompagnato e ci è stata vicina e ha vegliato su di noi, vogliamo ricordare che lei è morta ingiustamente perché la mafia o chi per lei ha deciso così. Ma dove stiamo andando? Perché adesso attaccano noi ragazzi? A questa domanda c'è un'unica risposta," i ragazzi fanno più paura degli adulti".
Concluderei dicendo che il College Eugenia Ravasco ha partecipato perché si sente innanzitutto vicina ai ragazzi di Brindisi e poi perché ha voglia di lottare al fine di non far cessare mai a nessuno il diritto di sognare. Noi ragazzi vi chiediamo di essere uniti e continuare questa battaglia che ancora oggi resta un nodo al pettine per l'Italia intera.
Chiara Fusco, I Liceo Classico E. Ravasco Pescara



